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Cucina innovativa
La costruzione della cucina per l’orfanotrofio
deve essere realizzata lontano dalla struttura
principale secondo le indicazioni dei responsabili
governativi che controllano lo svolgimento dei lavori.
Per rispettare le norme deve essere: Esterna, coperta,
in caso di pioggia, con una grande griglia su cui appoggiare
enormi pentoloni per cuocere la classica polenta bianca.
La discussione sulla realizzazione di questa cucina si protrae da tempo,
ma la soluzione ad oggi approvata non ci convince,
in quanto il fuoco dovrebbe essere generato utilizzando
della legna,
carbone oppure kerosene.
Si tratterrebbe quindi di
raccogliere il classico free-wood nei dintorni
dell’orfanotrofio o di acquistare sacchi di carbone dai
fornitori del villaggio o peggio ancora kerosene.
Gli svantaggi sono troppo evidenti per poter accettare passivamente questo
sistema africano così diffuso e radicato.
I tradizionali fornelli sono poco sicuri ma
soprattutto la combustione di Kerosene, carbone o legna
provoca fumi tossici responsabili di allergie
respiratorie, asma e polmoniti che colpirebbero nel caso
specifico i bambini con minor difese immunitarie.
Si deve inoltre considerare che ogni struttura intorno
alla cucina si annerisce in breve tempo inevitabilmente
proprio per gli effetti negativi di combustione e come
abbiamo potuto verificare anche in altri orfanotrofi
visitati proprio per confrontarci in merito al problema.
Escludiamo a priori l’uso di bombole di gas per la
pericolosità insita nell’utilizzo.
Una strada percorribile è costituita dall’uso di
olio di
Jatropha come combustibile: naturale, facile da
ottenere, ecologico in quanto non emette gas nocivi
durante la combustione.

Olio di Jatropha curcas
Vari studi sono stati pubblicati in merito a “cucine” di
nuova concezione per la popolazione africana con
sperimentazioni avviate in Tanzania, Ghana, Mali, o
Madagascar, Zimbabwe…
In kenya portare a termine questo progetto darebbe
grande risonanza anche alla Children’s Home solo come
esempio da imitare per la novità:
COLTIVARE
IN GIARDINO IL BIOCOMBUSTIBILE PER CUCINARE.
Indispensabile sarà l’acquisto di una macchina
spremitrice che ci permetterà di estrarre l’olio dai
semi in modo autonomo. Esperti nel settore stanno
lavorando al progetto per metterci in condizione di
poter realizzare una cucina moderna e funzionale.
La
fase intermedia prevede comunque l’utilizzo di PELLETS
ricavati da biomassa di Jatropha o Neem.
E’ un efficiente combustibile, brucia senza rilascio di
gas nocivi, e nel caso specifico della biomassa da Neem,
presenta anche azione insetticida aiutando ad
allontanare zanzare e insetti fastidiosi .
Si tratta sicuramente di una fonte energetica facilmente
disponibile e che comporta miglioramenti di tipo
ecologico ed energetico ma soprattutto permette di non
ricorrere a carbone e free-wood preservando così la
deforestazione del territorio.
L’alternativa
solare
La società SCI ( Solar Cookers Int. ) con sede a
Nairobi da noi contattata si è resa disponibile per
testare il SOLAR COOKING KIT, un rivoluzionario
sistema per cucinare, basato sul principio dei pannelli
solari.
Stiamo lavorando anche in questa direzione : ci attende
una interessante e stimolante sperimentazione.
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