Attualmente
per ogni costruzione in muratura vengono usati su tutta
la costa kenyana mattoni costituiti da corallo , blocchi
sottratti tutti i giorni alla costa del meraviglioso
Oceano Indiano.
Il progetto si prefigge di riuscire a produrre veri e
propri mattoni con la rossa terra africana, considerando
che nella vicina Uganda già esiste una cospicua
produzione di questo manufatto e quasi non esistono più
capanne di fango con un impatto positivo sulla
popolazione in termini di vantaggi ambientali e
sanitari.
Tra gli abitanti del villaggio di Pumwani esistono già
persone esperte in grado di produrre mattoni da questa
terra africana e di cuocerli successivamente in forni
rudimentali.
L’ autoproduzione di mattoni avrebbe vantaggi enormi:
- minori costi di costruzione e di trasporto
- le capanne di fango potrebbero gradualmente essere
costruite in mattoni
- potremmo recintare l’orfanotrofio a costo inferiore
- la Primary School di Pumwani,attualmente con una
struttura di fango e legno potrebbe essere ricostruita
in mattoni rossi con una minore spesa
- piu’ persone troverebbero lavoro nella produzione di
mattoni e di conseguenza ci sarebbero meno famiglie
povere
- i ragazzi adottati ma non particolarmente portati per
lo studio imparerebbero un lavoro.
Aggiornamento del progetto al 15 Gennaio 2008
Il progetto di autoproduzione di mattoni ha dato i
suoi frutti. Tutta la recinzione perimetrale
dell’orfanotrofio sarà completata entro fine gennaio e
l’impresa non è da poco dato che la superficie del
terreno è di circa 20.000 metri quadrati.
Si dovrà solo proteggere la muratura con un velo di
cemento per affrontare la stagione della pioggia
bloccando le eventuali infiltrazioni d’acqua.
Grazie al progetto molte famiglie hanno potuto
beneficiare di entrate economiche sicure e migliorare
così le loro condizioni di vita.
Gli addetti ai lavori si sono organizzati in modo
autonomo per la produzione e la relativa cottura
approntando rudimentali forni di cottura e garantendo la
fornitura dei mattoni necessari per la recinzione .
A dicembre 2007 è stata acquistata una macchina manuale
SOIL BLOCK PRESS per la produzione di mattoni che
non necessitano di cottura.
Inizia una nuova fase del progetto che apre scenari
molto interessanti e con sensazionali sviluppi per il
progetto.
IL PROCEDIMENTO
La composizione dei mattoni richiede l’utilizzo di terra
africana ben setacciata con l’aggiunta di una minima
parte di cemento , impastata con poca acqua : il tutto
viene compresso nella nuova macchina con pochi e
semplici movimenti e si ottiene così un mattone che
verrà fatto seccare all’aria per circa quindici giorni
dopo i quali viene utilizzato per la costruzione.
Il nuovo mattone ha forma di parallelepipedo con due
lati ad incastro e richiede una minima parte di cemento
per la costruzione di muri.
La produzione avviata a gennaio servirà per la
realizzazione della cucina dell’orfanotrofio e in
seguito saranno utilizzati nella ricostruzione della
scuola Pumwani Primary School e della chiesa vicino alla
Children’s Home.
tracciato della cucina
la scuola da ricostruire
la chiesa del villaggio
L’acquisto è stato considerato con entusiasmo dagli
addetti alla produzione di mattoni che saranno in grado
di produrre un manufatto più resistente, esente da
cottura con minimo sforzo.
Gli abitanti del villaggio di Pumwani hanno compreso
che d’ora in poi le loro case di fango potranno essere
costruite in mattoni ottenuti dalla terra intorno a casa
loro.
una capanna di fango oggi
domani sarà costruita con i nuovi mattoni
Anche il pavimento verrà realizzato in mattoni rendendo
la casa più sicura e confortevole: le capanne di fango
saranno fra un po’ solo un ricordo e destinate
esclusivamente per il ricovero di animali.
Il nostro obiettivo è di aiutare tutto il distretto
di Magarini per la costruzione di NUOVI VILLAGGI
a dimensione d’ uomo e per questo dovremo acquistare
almeno DIECI SOIL BLOCK PRESS per le quali
destineremo delle risorse tra quelle raccolte.
Ogni macchina ha un costo di 700 euro comprensivo
di trasporto ed è commercializzata da una azienda di
Nairobi.
Aggiornamento del progetto al 15 settembre
2007
Nonostante alcune difficoltà iniziali per l'avviamento
del progetto, sono stati raggiunti risultati molto
positivi tanto che, ad oggi, stiamo costruendo la
recinzione dell’orfanotrofio con mattoni prodotti
localmente a partire dalla rossa terra africana
mischiata all’argilla che si trova nelle vicinanze della
Children’s Home, impastata con l’acqua trovata scavando
le safety tanks.
Molto dovrà essere ancora perfezionato ma il sistema è
sostenibile e costituisce un esempio per tutti.
Il nostro progetto-pilota ha avuto un pieno ed
entusiastico consenso da parte del Governo, nella
persona del D.O. PATRICK OLENTUTU il quale ne ha
fatto oggetto nelle riunioni governative per stimolare
gli abitanti del distretto di Magarini ad apprendere la
tecnica per la costruzione di case in mattoni e non più
capanne di fango.
Il D.O. di Magarini in visita alla Children’s Home a
settembre 2007.
Tra gli obiettivi a breve termine c'è senz'altro di
aiutare a replicare il progetto nei villaggi vicini.